Perché le vaccinazioni dei bambini sono necessarie? Abbiamo chiesto quali sono effetti e rischi ad Angela Gallone, referente sorveglianza delle malattie infettive dell’Asl

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha richiamato l’Italia a causa dell’aumento del numero dei bambini che non vengono sottoposti alle principali vaccinazioni. Perché questo fenomeno? Quanto è significativo questo calo di vaccinazioni? Che cosa comporta il non vaccinare i propri figli?

Abbiamo interpellato Angela Gallone, responsabile della struttura semplice di controllo che si occupa della sorveglianza delle malattie infettive per tutta l’Asl TO3.

Little baby get an injection Anche in Italia si è registrato un calo preoccupante delle vaccinazioni pediatriche ma in Piemonte la situazione è stabile
Anche in Italia si è registrato un calo preoccupante delle vaccinazioni pediatriche ma in Piemonte la situazione è stabile

Dottoressa Gallone, conferma questa tendenza?

C’è sicuramente un calo della curva vaccinale in Italia, soprattutto in alcune regioni. In Piemonte la situazione è abbastanza tranquilla. Da noi si registra un aumento di persone che rifiutano la vaccinazione pediatrica per i propri figli ma non è ancora un allarme. Nella nostra Asl siamo ancora sotto il 5% (tra il 2-3%).

Per quali motivi alcuni genitori preferiscono non vaccinare i propri figli?

I motivi di questo rifiuto sono generalmente ideologici: si nega la validità delle vaccinazioni e si temono gli effetti collaterali.

Com’è la procedura di rifiuto?

I bambini vengono chiamati in ambulatorio. Se non si presentano viene inviata una lettera. Tutti vengono invitati. In genere cerchiamo ti ottenere un dissenso “informato”.

Come si firma l’accettazione, così si firma anche il rifiuto, perché anche da un punto di vista amministrativo il servizio non sia accusato di omissioni. Poiché si tratta di una scelta dei genitori fatta su un minore, che non può scegliere di sua iniziativa, si cerca di arrivare ad un rifiuto scritto.

Da esperta, che cosa pensa dell’eventuale obbligo di vaccinazione per poter effettuare l’iscrizione a scuola?

Io non sono molto favorevole all’obbligo perché ritengo che non migliorerà la situazione. Chi è contro è contro. Mi sembra anticostituzionale. Sarebbe opportuno cercare altre strade che non siano quelle coercitive.

È vero che i cittadini stranieri sono più refrattari alle vaccinazioni?

Gli stranieri si vaccinano senza problemi. Sono molti i vaccinati, forse anche più degli italiani. Fanno molte dosi. Non ci sono rifiuti neanche legati alle religioni.

Quali rischi corre un bambino non vaccinato?

Bisogna ricordare che per una malattia a trasmissione interumana se tutti i bambini sono vaccinati il bambino in questione non rischia niente, perché risente di quella che è definita l’immunità di gregge.

Ma non bisogna dimenticare che vaccinare i propri figli è un atto civile perché permette a quei bambini che sono malati di frequentare le comunità infantili senza troppi rischi. Questo viene spesso dimenticato.

L’effetto gregge

Io ritengo che la vaccinazione sia un atto civico. Ci sono i bambini immunodepressi perché fanno chemioterapia o altro. I bambini che non vengono vaccinati rischiano malattie come il tetano, per il quale non esiste un’immunità di gregge. Le “spore di tetano” girano nell’ambiente e il bambino può ammalarsi.

Il rischio è presente nelle zone dove la percentuale delle vaccinazioni scende sotto il 95%. Sotto il 90% rischiamo il ritorno di malattie che non conoscevamo più, come la difterite.

Quest’ultimo batterio esiste ancora: in Spagna nel giugno del 2015 un bambino che non era stato vaccinato per scelta dei genitori, si è ammalato, perché qualcuno aveva questo batterio in gola e lui è stato contagiato.

Quindi potrebbero tornare malattie scomparse?

Certo! Quelle che non vedevamo da oltre 30 anni. Sicuramente se le malattie ricomparissero, la gente ritornerebbe a vaccinarsi. Le vaccinazioni sono vittime del loro successo!

Quando io ero bambina, mia madre aveva un ricordo ben chiaro della polio. Adesso si pensa che non esista più ma esiste in Ucraina, in Siria, in Afganistan, in Pakistan. Da noi non esiste perché siamo vaccinati oltre il 95%.

Con le transizioni di oggi c’è il rischio del calo delle coperture vaccinali. È chiaro che si distrugge il lavoro di trent’anni per motivazioni abbastanza assurde…

Ma ci sono dei rischi nelle vaccinazioni?

Ogni vaccinazione ha il suo rischio: la febbre alla sera, un po’ di arrossamento nella zona interessata. Cose normali che spieghiamo ai genitori ma non sempre succedono. Qualcuno ha parlato del rischio autismo, ma è stato provato dalla scienza che non è possibile.

L’accusa è nata perché l’autismo viene diagnosticato dopo i due anni che è l’età delle vaccinazioni ma non ci sono correlazioni. Come per la sclerosi.

CRISTINA MENGHINI