Il dottor Bongioanni ha lavorato per oltre trent’anni all’ospedale oftalmico di Torino. In questo articolo spiega come funziona la retina, quali sono le sue malattie e cos’è la retinopatia

Carlo Bongioanni è medico chirurgo specialista in Oculistica. Ha lavorato per oltre trent’anni all’Ospedale Oftalmico di Torino presso il centro glaucomi. Con lui parliamo delle malattie della retina, in particolare della retinopatia, e delle sue possibili cause.

Retinopatia e malattie della retina: l'esperto spiega cause e terapie

Dottor Bongioanni, che cos’è la retina?

Il globo oculare ha forma quasi sferica e ha la sua parete è costituita da tre tonache concentriche. La più esterna, la sclera, è fibrosa e ha funzioni di protezione. Quella di mezzo, coroide, è la tonaca vascolare e ha funzioni nutritizie. Infine quella più interna è la retina che è la struttura nervosa in cui gli stimoli luminosi danno origine al fenomeno della visione.

La retina ha quindi la funzione di ricevere gli stimoli luminosi e di trasformarli in stimoli nervosi che vengono trasmessi attraverso le fibre del nervo ottico ai centri cerebrali della visione.

Come tutti gli organi del corpo anche la retina con il tempo va incontro a fenomeni degenerativi. Essendo la sua struttura molto complessa e delicata, questi possono portare una riduzione della capacità visiva più o meno grave.

Quali sono le malattie della retina?

Le principali malattie della retina possono essere suddivise come segue.

  1. Malattie retiniche conseguenti a patologie generali. Ad esempio diabete mellito, ipertensione, insufficienza renale, emopatie.
  2. Malattie della retina vascolari intrinseche. Come la trombosi venosa della retina o l’infarto arterioso.
  3. Malattie degenerative con sovvertimento della struttura retinica su base circolatoria. Questa è principalmente connessa con l’età. La degenerazione maculare senile in questi anni è in netto aumento perché aumenta l’età media delle persone e l’aspettativa di una qualità di vita sempre migliore.
  4. Malattie infiammatorie
  5. Patologie tumorali: sono molto rare nell’adulto ma nell’infanzia il retinoblastoma è al secondo posto nella classifica dei tumori più frequenti dopo il tumore renale.

Che cos’è la retinopatia diabetica?

È una delle complicanze più gravi e più frequenti del diabete mellito. Si calcola che colpisca il 30% dei diabetici a cinque anni dalla comparsa della malattia e l’80% a 10 anni. Una volta comparsa la retinopatia può svincolarsi dalla malattia di base per cui anche con un buon compenso glicemico la malattia può aggravarsi.

In Italia i pazienti diabetici sono circa 3 milioni e 2 sono affetti da retinopatia. Il meccanismo patogenetico parte dal danno della parete dei capillari retinici con rottura della barriera emato-retinica e aumento della permeabilità vasale.

Con il progredire della malattia si formano emorragie, essudati proteici, aree di neovascolarizzazione e tralci fibrosi retinovitreali fino a un distacco secondario della retina.

In cosa consiste la terapia?

La terapia comprende, oltre a un attento monitoraggio dei valori glicemici, nell’impiego di farmaci antiemorragici, di farmaci che limitino la produzione di sostanze neovascolari, di farmaci cortisonici contro l’essudazione retinica.

Altro mezzo per combattere la produzione di neovasi retinici che modificano la retina è la distruzione delle aree ischemiche con fotocoagulazione Argon Laser.

La chirurgia della retina è riservata alle forme di retinopatia vitreo proliferative con minaccia di distacco della retina.

Perché la retina si può staccare?

Il distacco di retina è il sollevamento della retina dalla coroide per interposizione di una falda di liquido o di un tessuto solido neoformato. Distinguiamo un tipo di distacco primitivo, causato principalmente da una rottura della retina.

Queste rotture si verificano più di frequente nelle retine deboli (in occhi affetti da miopie elevate o da degenerazioni retiniche periferiche). In questi casi la diagnosi tempestiva è essenziale perché un trattamento di Laser fotocoagulazione dell’area di rottura può evitare la comparsa del distacco di retina e quindi l’intervento chirurgico.

Il distacco di retina secondario può essere causato da trazioni sulla retina da parte di formazioni vitreo retiniche come nella retinopatia diabetica o da tumori della coroide in cui la massa neoformata espandendosi scolla la retina.

La terapia chirurgica poggia su due capisaldi.

1 – chirurgia epibulbare (ab externo) cioè introflessione dall’esterno sulla sclera nell’area corrispondente al distacco della retina con bande di silicone per creare un’adesione tra sclera e retina.

2 – chirurgia endobulbare rivolta prima a rimuovere le trazioni vitreali che hanno causato il distacco. Poi, con opportune sostanze gassose o oleose, a riaccollare la retina alla coroide.

Nei casi di distacco di retina secondario a tumori maligni della coroide la terapia dipende dall’estensione del tumore. Quindi si va dalla terapia radiante alla terapia radicale con enucleazione del bulbo oculare.

CRISTINA MENGHINI