Studi recenti dimostrano che credere in una religione, influenza positivamente la psiche. Inducendo un senso di fiducia nell’uomo, migliora la sua salute

Per anni psicologia e religione sono state contrapposte. Ed è un vero peccato, perché la religione influenza positivamente la nostra psiche, quindi anche la salute.

Sigmund Freud è morto nel 1939 e da allora, ovviamente, la ricerca psicologica è andata avanti, sviluppando intuizioni e modelli decisamente positivi nei confronti della religione.

Un punto di vista antico, ma giusto

Mi piace ricordare l’aforisma di Francesco Bacone, tratto dal Saggio sull’ateismo, 1612:

«Poca scienza allontana da Dio, molta scienza riconduce a lui»

Bisogna prendere atto del fatto che la religione fa bene alla salute. Secondo recenti studi, infatti, chi non ha un credo ha meno probabilità di essere sano e felice e tenderebbe a perdere almeno sette anni di vita.

Perché chi è religioso guadagna salute

Anche in terapia chi ha un credo religioso, qualunque esso sia, ha più facilità nel cambiare e nello stare meglio. Parecchi studi condotti su larga scala hanno confermato la stessa cosa: più ci si impegna in attività religiose e meglio si sta.

Sicuramente anche per il fatto che l’essere religioso porta verso il far parte di un gruppo coeso. Ma non solo per questo. Le emozioni che la fede offre sono emozioni positive e sappiamo quanto queste sono importanti per il nostro benessere.

Le sensazioni che conseguono ad un credo religioso sono altrettanto positive. Significa percepire la presenza di figure protettive e accoglienti accanto a noi. Concetti come “provvidenza” e “rassegnazione cristiana” stimolano in noi il permesso di affidarci e ci insegnano la leggerezza del non richiederci sempre e solo una lotta continua contro noi stessi.

ENRICA GAGLIARDI