«L’Artemisinina potrebbe salvare 200mila persone infettate dalla malaria ogni anno». L’infettivologo Roberto Rostagno spiega la portata umana e scientifica del premio Nobel per la medicina

Youyou Tu è la prima donna cinese a ricevere il premio Nobel per la Medicina. Ho scoperto l’Artemisinina, un principio attivo naturale che ha ridotto in modo significativo la mortalità dei pazienti colpiti da malaria.

Nobel per la medicina: vince la cura contro la malaria
Sotto, la cartina della diffusione nel mondo della malaria. Sopra i tre Nobel per la medicina 2015: William C. Campbell; Satoshi Ōmura e Tu Youyou

 

Il prestigioso premio è stato assegnato anche all’irlandese William C. Campbell e al giapponese Satoshi Õmura, per la scoperta di una nuova terapia contro le infezioni causate da parassiti nematodi.

Ai vincitori è stato riconosciuto un merito umanitario oltre che scientifico. Sono stati, infatti, forniti nuovi e potenti mezzi per combattere malattie che colpiscono ogni anno centinaia di milioni di persone.

Le conseguenze nel miglioramento della salute globale e nella riduzione della sofferenza sono incommensurabili, sostiene il Comitato di assegnazione del celebre premio svedese.

Per conoscere più da vicino l’importanza di questi Nobel abbiamo interpellato Roberto Rostagno. Medico specializzato in malattie infettive, è originario di Pinasca ed attualmente in forza all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli.

Possiamo parlare di un premio Nobel per i poveri?

Quello di quest’anno è uno dei pochi Nobel destinati a scoperte che hanno avuto un impatto diretto su malattie presenti quasi esclusivamente in Paesi a reddito medio-basso. Parliamo di malaria, filariasi linfatica e oncocercosi. La prima direttamente letale, le altre due generatrici di gravi disabilità. Messe insieme riguardano più di tre miliardi di persone.

Questa scelta è significativa perché la scienza medica oggi è dominata dal mercato. Quindi si investe molto sulla ricerca intorno a malattie che riguardano molte persone, ma che provengono da Paesi “ricchi”, in questo modo si massimizza il rientro economico. Si veda per esempio la polemica sui nuovi farmaci per l’epatite C.

Che cosa sono le malattie parassitarie?

Sono malattie infettive (che non è sinonimo di contagiose per via inter-umana) non causate da virus o batteri, come l’influenza o la polmonite, ma da altri tipi di organismi: protozoi, elminti (questi ultimi chiamati comunemente vermi) o insetti.

Sono presenti in Italia le malattie parassitarie?

Sì, per citarne alcune: la toxoplasmosi (una di quelle infezioni da evitare in gravidanza), la scabbia e i pidocchi, il verme solitario o teniasi e altri vermi intestinali.

In che modo hanno contribuito i lavori di Campbell e Youyou per la cura di queste malattie?

La filariasi linfatica è una malattia che provoca un edema cronico irreversibile (rigonfiamento) tipicamente di un arto inferiore in maniera. Esso assume un aspetto simile a quello di una zampa di un elefante e rende la persona incapace di lavorare (se consideriamo solo l’aspetto economico). L’oncocercosi invece causa, tra le altre cose, cecità.

L’ivermectina (Campbell) ha contribuito finora a quasi dimezzare il numero di persone affette da queste patologie e potrebbe portarne alla scomparsa nel prossimo decennio.

Sono problemi che riguardano direttamente o indirettamente più di un miliardo di persone.

L’Artemisinina (Youyou) come anti-malarico (più efficace del chinino), secondo Medici Senza Frontiere, potrebbe portare a salvare circa 200.000 vite ogni anno, se raggiungesse una diffusione globale.

La malaria in Italia fa ancora paura?

Attualmente direi che il problema riguarda solamente chi viaggia in zone cosiddette tropicali.

CRISTINA MENGHINI