Un caso in una scuola materna di Pinerolo ha allarmato genitori e insegnanti. Ma in caso di meningite occorre far scattare la corretta cura per il malato e la profilassi per chi è stato a stretto contatto

L’ALLARME È SCATTATO il giorno di Pasqua. Le insegnanti della scuola materna Agazzi di Pinerolo hanno lasciato le rispettive famiglie e si sono rese disponibili per contattare i genitori per un sospetto caso di meningite. E per attivare subito le procedure di cura e profilassi.

Il caso di Pinerolo

In realtà il bambino, di tre anni, già dal lunedì precedente aveva manifestato malessere. I sintomi, poi, si sono via via aggravati tanto che i genitori, giovedì 17 aprile, lo hanno portato al pronto soccorso di Pinerolo. Di qui al Regina Margherita di Torino che ha deciso di far scattare la profilassi.

Quindi classi aperte il giorno di Pasqua con insegnanti, genitori e un medico dell’ASL che ha somministrato la profilassi (un antibiotico diluito in quattro dosi) ai 106 bambini della scuola e al personale della scuola.

«Il dottor Antonio Incarbona è rimasto nella scuola fino alle 10:30 di sera e ha pazientemente risposto alle domande di ogni singolo genitore – racconta un’insegnante. – La disponibilità sua e dell’infermiera che lo ha assistito è stata davvero esemplare. Per buona parte della giornata le insegnanti hanno telefonato a tutti i genitori, invitandoli a presentarsi all’Asl per la profilassi, le bidelle hanno aperto la scuola per permettere di rintracciare le famiglie».

Pochi giorni dopo il bambino ha iniziato a dare segni di miglioramento. In un comunicato stampa l’ASLTo3 ha confermato che «al momento il bimbo interessato non è in pericolo di vita ed in ogni caso, dopo la profilassi effettuata, l’allarme è rientrato». Nei prossimi giorni il Laboratorio analisi dell’Ospedale Regina Margherita renderà noti gli esiti degli esami effettuati.

Resta però lo spavento per una malattia che certamente non può essere sottovalutata.

Ma che cosa è la meningite?

Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Patrizia S.L., neonatologa all’ospedale Maria Vittoria di Torino.

La meningite è una malattia infettiva acuta caratterizzata dall’infiammazione delle meningi, che sono tre “foglietti” di rivestimento che avvolgono il cervello e il midollo spinale.”

Ci sono diversi tipi di meningite?

La meningite può essere causata da batteri, virus e, molto più raramente, da funghi o parassiti. La meningite causata da virus è più frequente e di solito meno grave.

La forma più grave è la meningite batterica, relativamente rara, ma più frequente durante l’inverno. In Italia vengono segnalati circa 800 casi l’anno in tutta la popolazione.

I bambini sono più a rischio degli adulti?

Questa malattia colpisce maggiormente bambini nei primi anni di vita e persone che hanno malattie gravi del sistema immunitario o non hanno la milza.

È contagiosa? Quanto?

Le meningiti non sono particolarmente contagiose. L’infezione viene trasmessa da una persona ad un’altra attraverso le goccioline di saliva.

Queste possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Perché il contagio avvenga è comunque necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta.

Quali sono le precauzioni da adottare nel caso si venga a contatto con un paziente che manifesta i sintomi di questa patologia?

I sintomi con cui può presentarsi la meningite sono numerosi e tra questi i più frequenti sono: la febbre alta, il dolore al collo o rigidità del collo, il mal di testa intenso, il vomito, la sonnolenza, le convulsioni.

Qual è la profilassi?

Un bambino con sintomi sospetti di meningite deve essere visitato al più presto da un medico che, qualora confermi il sospetto, invierà il paziente al Pronto Soccorso pediatrico più vicino.

Come si cura?

Nonostante il progresso delle cure mediche, la meningite può ancora oggi lasciare, in un certo numero di casi, danni permanenti come sordità, epilessia, paralisi, ritardo mentale e motorio.

Oltre alla visita e ad alcuni esami del sangue, per fare la diagnosi, è necessario prelevare alcune gocce di liquido cerebrospinale. È il liquido che circola nelle meningi e che si ottiene tramite la puntura lombare, praticata per mezzo di un ago speciale introdotto, dopo anestesia locale, nella parte bassa della schiena attraverso la colonna vertebrale.

Le meningiti batteriche devono essere trattate con terapia antibiotica che va somministrata per via endovenosa in ambiente ospedaliero. Tanto più precoce è l’inizio della terapia, tanto maggiori sono le probabilità che abbia successo e che la malattia guarisca senza esiti.

In caso di contatto stretto e prolungato con una persona affetta da meningite batterica è indicata la somministrazione di un antibiotico. Gli antibiotici hanno un’efficacia elevata e immediata per la prevenzione di ulteriori casi. A seconda del tipo di meningite, il medico prescriverà l’antibiotico più adatto.

CRISTINA MENGHINI