Un’alimentazione scorretta è spesso la risposta alle emozioni negative. Per fare la dieta serve avere un buon rapporto con il cibo e con se stessi

Il cibo è fin dalla nascita uno dei mediatori della nostra relazione con il mondo. Alimentarsi significa incontrare la mamma; chi si prende cura di noi. Dall’allattamento in poi, l’alimentazione conserva il suo significato relazionale. Quando parliamo di alimentazione e di dieta bisogna quindi tenere in considerazione non solo gli aspetti nutritivi del cibo, ma anche quelli emozionali ed il suo ruolo aggregante, sociale e culturale.

Prima di rinunciare al cibo, fai la dieta di emozioni negative

Fame: non è solo una questione fisica

La fame è un bisogno biologico enfatizzato dalle risposte fisiche e psicologiche che il nostro cervello attua in risposta al cibo. Non è, quindi, solo una questione “fisica”. Molto spesso è una fame emotiva e psicologica dove la voglia di mangiare può essere la risposta a un bisogno emozionale e non alle esigenze nutrizionali.

Il collegamento tra i nostri comportamenti, tra cui quello alimentare, e il nostro mondo emotivo è assodato. Spesso l’alimentazione viene usata in maniera inappropriata per regolare i nostri stati emotivi.

Mettiti a dieta di… dispiaceri

Questo ci deve portare a riflettere sull’importanza e la necessità di occuparci, laddove si desideri perdere peso e ci si riconosca in un quadro alimentare ed emotivo di questo tipo, oltre che dell’aspetto alimentare e dietetico, anche dell’aspetto psicologico ed emotivo, se si intende ottenere dei risultati ottimali ma soprattutto stabili nel tempo.

Alcuni soggetti si sentono spinti a mangiare poiché, a loro avviso, solo il cibo ha la capacità di attutire emozioni negative. Le principali di queste emozioni sono: ansia, tristezza, nervosismo, rabbia, insoddisfazione, noia.

Una delle principali cause del sovrappeso e, quindi, di un comportamento alimentare disfunzionale, è da ricercare nella cattiva gestione delle emozioni.

Voglia di cambiare

Nella società attuale, le donne, ma anche gli uomini, parlano spesso di “dieta”, di perdere peso. Fare la dieta per lo più ha a che fare con la voglia e il desiderio di poter avere un’immagine di sé diversa. Un’immagine migliore, che possa trovare un maggior piacere personale e un maggior piacere per gli altri.

L’universo femminile è sicuramente molto preso dalla voglia di piacersi, di avere un miglior rapporto con il proprio corpo. Spesso si comincia a prestare una certa attenzione ad una parte del proprio corpo che si vede “non armonica”, non in linea con le aspettative personali.

A volte queste parti del corpo iniziano a dare delle sensazioni di fastidio, possono addirittura diventare come dei pesi, delle zavorre che “si sente” di portarsi dietro. La dieta in questi casi può cominciare a diventare un pensiero particolarmente ricorrente.

Fare la dieta non significa per forza dimagrire

Su molte riviste che trattano il benessere del corpo e della mente sempre di più spesso vengono proposte diverse tipologie di diete. Ogni dieta proposta si basa su un “cambiamento” della composizione alimentare. E nella maggioranza dei casi “fare la dieta” significa “voler dimagrire”.

L’idea di una dieta come della possibilità di trovare un modo migliore di alimentarsi, rimane in sottofondo rispetto alla questione del “dimagrire”. È importante sottolineare che gli effetti delle diete dipendono sicuramente dalla composizione alimentare assunta, ma anche dalle modalità con le quali si “vive” la dieta nel quotidiano.

Cosa incide sulla perdita di peso

I tempi dell’alimentazione, il dove si mangia e soprattutto con “chi”, sono delle variabili importanti che influiscono in maniera significativa sulle “finalità” che ogni persona si pone nel momento in cui cerca di modificare il proprio stile alimentare.

Per perdere peso in modo sano non è importante solo seguire una dieta equilibrata, che non proibisca rigorosamente alcuni alimenti, ma anche fare attività fisica e curare il proprio benessere psicologico.

ILARIA BOAGLIO