Un convegno al Santuario di Vicoforte è stata l’occasione per parlare della funzione della Chiesa nella malattia. La religione e i volontari CEI possono aiutare i malati

A inizio mese si è tenuto un convegno, al Santuario di Vicoforte, che ha chiamato a raccolta operatori sanitari dal Piemonte e dalla Valle d’Aosta, nonché protagonisti della Pastorale della salute. Si è ripresa in mano – a dieci anni di distanza – la Nota CEI “Predicate il Vangelo e curate i malati”.

Un dato positivo è stata la più che buona partecipazione. Questo, come evidenzia don Domenico Bertorello, incaricato regionale CEP per la Pastorale della Salute, «ha dimostrato che nelle Diocesi e nelle nostre realtà sanitarie locali sta crescendo un interesse per i temi della pastorale e dell’apporto che la Chiesa può offrire ai malati, in termini di relazione di aiuto».

L’evangelizzazione come cura

L’attenzione privilegiata alla Nota pastorale ha fatto emergere la centralità dell’evangelizzazione come “forma di cura” della persona.

«Occorre continuare a insistere – sostiene don Bertorello – con metodicità e impegno sulla “formazione del cuore” dei nostri operatori e dei volontari, che ruotano attorno al malato e alla sua famiglia. Non si tratta solo di formarsi tecnicamente, per quanto sia fondamentale l’aspetto teorico e – in ambito ecclesiale – dottrinale.

Occorre crescere nell’attenzione alla persona, alla concretezza del suo vissuto. Coltivare l’apertura a nuove risorse e a nuovi metodi, che permettano un dialogo e un rapporto più completo ed empatico».

Il ministero della consolazione

Positivo e interessante, da questo punto di vista, il sorgere in tante diocesi del “ministero della consolazione”. Sono persone che specificatamente dedicano del tempo a stare con i malati. Se molto lavoro è stato compiuto, ancora molto si deve fare perché parole come “comunità sanante” e “prendersi cura” non restino solo degli slogan per le nostre realtà quotidiane, nei vari contesti e ambienti di cura.

AGD