«I primi “medici” dei bambini con disabilità o autismo sono proprio i genitori». Dal dentista con il sorriso: parla l’esperta Gloria Elia della Clinica Cappellin

GLORIA ELIA, responsabile del reparto di ortodonzia e pedodonzia della Clinica dentale Cappellin, da 15 anni si dedica in maniera esclusiva ai bambini e alle loro esigenze, dalla cura delle carie agli apparecchi ortodontici. L’abbiamo incontrata per approfondire il tema della cura dei bambini con disabilità o autismo.

Anche i bambini con autismo e disabilità possono andare dal dentista

Dottoressa Elia, quali sono le particolari attenzioni per curare la salute orale nei bambini con disabilità?

I bambini che vivono con le loro famiglie situazioni di disagio fisico o emotivo sono molto delicati e sensibili. I medici e gli assistenti che li trattano devono avere una formazione specifica, per poter condurre il piano di cura in sicurezza e serenità. Questo aiuta non solo i piccoli pazienti, ma anche i loro familiari, con un approccio globale e più ampio.

I pazienti con disabilità fisiche possono essere curati con successo.

Basta focalizzarsi sulle esigenze del bambino. Siano esse pratiche (per esempio l’uso della sedia a rotelle) o emotivo-comportamentali (frequenti ospedalizzazioni e precedenti esperienze negative o traumatiche).

I pazienti con disabilità della sfera cognitivo-comportamentale presentano invece necessità molto differenti.

Devono essere accolti in un ambiente protetto, con operatori preparati a gestire anche cambi di umore improvvisi. Le sedute devono essere più brevi e frequenti. Questo serve per abituare il bambino e i genitori a una nuova routine in cui ci sia anche il dentista.

Essere pronti a gestire imprevisti, catturare la fantasia del paziente e ascoltare la famiglia sono indispensabili per questo tipo di pazienti.

In genere i pazienti disabili hanno più problemi a livello odontoiatrico?

In realtà, molti lavori scientifici sottolineano come i bambini affetti da Sindrome di Down abbiano un rischio di carie simile ai coetanei. Ma presentano un’igiene orale migliore, probabilmente grazie alle attenzioni messe in atto dalla famiglia.

Possono invece presentare problemi di palato stretto, con denti accavallati e difficoltà a deglutire. In caso di gravi disabilità mentali, per curare questi pazienti occorre ricorrere all’anestesia generale, offerta solo da centri ospedalieri.

I bambini che presentano autismo necessitano di attenzioni particolari a livello dentistico?

In questi casi è frequente che le famiglie siano seguite da un team di specialisti che, a seconda del grado di disabilità del bambino, possono indirizzare a strutture specializzate, in modo che la salute della bocca non venga messa in secondo piano.

In caso di pazienti disabili, ma che offrono un grado di collaborazione sufficiente, è possibile offrire cure a livello odontoiatrico, anche utilizzando la sedazione cosciente (un metodo senza effetti collaterali, che riduce il livello di ansia e soprattutto annulla il riflesso del vomito).

Ma occorre comunque una maggiore attenzione. Un movimento improvviso o un rumore potrebbero causare una reazione poco prevedibile del piccolo paziente.

I genitori hanno un ruolo durante le sedute odontoiatriche?

In genere il bambino autistico presenta diffidenza, con scarsa attenzione e collaborazione. Perciò possono servire anche molte sedute per far sì che si sentano sicuri nel nuovo ambiente e accettino di essere visitati e curati.

Il medico non può operare senza l’aiuto e il supporto dei familiari, nella igiene orale e nella prevenzione quotidiana. I primi e più amorevoli “medici” dei bambini con disabilità sono proprio i genitori.

Spesso hanno solo bisogno di ricevere dagli specialisti una formazione che permetta loro di prendersi cura in modo ottimale dei loro figli.

Ha sviluppato qualche tecnica per trattare i bambini autistici?

La strategia, a seconda del livello di comprensione del paziente, è basata sul porsi piccoli obiettivi e raggiungerli insieme. Bisogna modulare il percorso a seconda della risposta.

È fondamentale accogliere il bambino in un ambiente tranquillo, sereno, con operatori esperti e che possano essere presenti agli appuntamenti successivi.

Anche poter usare lo stesso studio operativo è importante. Perché permette di interiorizzare l’esperienza in maniera più semplice. Questo offre un ritorno in termini di collaborazione e serenità.

L’importanza della collaborazione

Tecniche di approccio psicologiche, formazione degli operatori, collaborazione della famiglia e prendere in carico non solo le esigenze odontoiatriche, ma quelle più ampie legate a una condizione di salute delicata, permettono di ottenere anche successi insperati.

Come nel caso di R., bambino con diagnosi di autismo. Non solo si è fatto curare, ma ha iniziato anche la terapia ortodontica, tutto in completa autonomia.

Non essendo un centro specializzato, la nostra esperienza è limitata, ma ricca di soddisfazioni professionali e umane. Perché molto spesso ciò che si riceve dal sorriso di questi pazienti è molto più dell’aiuto che possiamo fornire.

 

CRISTINA MENGHINI

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