L’abuso o l’autoprescrizione di alcuni farmaci può causare danni molto gravi. Tra questi, soprattutto gli antibiotici. Ce lo spiega la farmacista Giulia Carlevaris

La stagione fredda continua ancora a causare molte influenze, tossi, bronchiti. Spesso stare in casa qualche giorno al caldo non è sufficiente. Così si ricorre a quella cattiva abitudine che è l’autoprescrizione di farmaci senza consultare un medico. Nemmeno le medicine da banco sono caramelle, anche se non serve la prescrizione. Ma maggiore attenzione va prestata agli antibiotici.

Il parere della farmacista

Antibiotici: a cosa servono e perché serve la prescrizione
Lo scienziato Vincenzo Tiberio al microscopio. Sotto Giulia Carlevaris

Giulia Carlevaris, che gestisce la Farmacia Santa Francesca a Osasco, spiega: «Gli antibiotici sono sostanze prodotte da microorganismi.

Queste sostanze (di origine naturale o chimica) sono capaci di agire su altri microorganismi (batteri, miceti, protozoi) inibendone la crescita o distruggendoli. A partire da queste sostanze sono nati gli antibiotici come farmaci che agiscono su microorganismi specifici: i batteri».

A cosa servono gli antibiotici?

Il primo antibiotico fu scoperto da un italiano, Vincenzo Tiberio, nel 1895. Tiberio descrisse il potere battericida di alcune muffe anticipando di oltre trenta anni la scoperta di Alexander Fleming. Nel 1928 Fleming riesce a caratterizzare la penicillina dando il via alla nascita degli antibiotici.

Giulia ci spiega che i farmaci antibiotici servono a debellare un’infezione batterica. In altre parole, la crescita spropositata di ceppi batterici dannosi per l’organismo.

Un’infezione batterica può essere causata da batteri provenienti dall’esterno oppure da una crescita eccessiva di batteri normalmente già presenti nell’organismo che in piccole quantità possono rilevarsi utili.

Classificazione

Gli antibiotici possono essere suddivisi in famiglie che presentano caratteristiche simili. Ad esempio penicilline, cefalosporine, ecc. Per ogni famiglia ci sono molteplici molecole. Alcune utilizzabili solo in ambito ospedaliero, altre ancora in fase di studio, oppure in fase di ricerca.

Tali medicine possono solo essere prescritte dal medico. Occorre seguire scrupolosamente dosi e durata della terapia indicata dal dottore.

«Essendo farmacista – puntualizza la dottoressa Carlevaris – non posso venderli senza ricetta medica. Il farmacista che li vende senza ricetta commette un reato: abuso della professione medica. Quando rifiuto la vendita di un antibiotico senza ricetta tutelo la salute di tutta la popolazione ».

I rischi dell’autoprescrizione sono molteplici, sia per se stessi sia per la collettività

Su tutti l’indebolimento delle naturali difese dell’organismo e l’antibiotico-resistenza.

L’interruzione di una cura antibiotica prima del termine può portare alla non completa distruzione dei batteri causanti l’infezione. I batteri sopravvissuti possono diventare resistenti a quella cura. Ciò causa ritardi nella guarigione, peggioramenti e danni per l’intera popolazione.

L’abuso di antibiotici causa poi la riduzione della loro efficacia nei confronti di alcune malattie e può portare allo sviluppo di resistenza da parte dei batteri.

E i bambini?

«I bambini – prosegue Giulia – possono assumerli con tranquillità. Ma l’assunzione deve seguire i tempi e i modi prescritti dal pediatra, in caso di dubbio meglio contattare subito il medico».

La resistenza agli antibiotici è ormai un problema a livello mondiale. Non riguarda solo l’ambito umano, ma interessa da vicino il settore veterinario e la produzione alimentare, per non contare le ripercussioni ambientali.

Resistenza significa che i batteri sono diventati immuni o meno sensibili a quel determinato antibiotico perché hanno sviluppato efficaci meccanismi di difesa. Ciò causa un aumento di pericolosità di infezioni che prima risultavano banali e quindi facilmente curabili.

No al fai-da-te

È importante usare gli antibiotici in modo responsabile, ossia dopo valutazione da parte di un medico, seguendo i modi e i tempi di somministrazione ed evitando il “fai-da-te”.

«Terminata la cura antibiotica – conclude la farmacista – si possono assumere i fermenti lattici. Servono per rinforzare la normale flora batterica già presente nel tratto gastrointestinale. Possono essere associati alle terapie antibiotiche per evitare di incorrere in problemi causati dall’indebolimento della normale flora.

Le vitamine forniscono energia aggiuntiva e possono essere usate dopo una terapia antibiotica per rimettere in forze l’organismo in tempi più rapidi».

Raffreddori, mal di denti e gola

Il raffreddore e le influenze invernali sono causate da virus. Assumere antibiotici in questi casi è inutile e può risultare dannoso. I virus sono molto differenti dai batteri perché presentano una struttura esterna non penetrabile agli antibiotici.

L’uso degli antibiotici in caso di mal di gola o mal di denti può essere scorretto (se non prescritti dal medico). Infatti potrebbe bastare un semplice antidolorifico o antinfiammatorio.

CRISTINA MENGHINI