L’inventore dell’alfabeto, oggi il codice universale per non vedenti, è Louis Braille. Frequentò l’istituti per ciechi dopo aver perso la vista in un incidente

Ecco lo storia dell'alfabeto Braille, per non vedenti

L’alfabeto Braille è stato inventato dal francese Louis Braille (1809-1852) che all’età di tre anni perse la vista in un incidente. Frequentò l’Istituto reale dei ciechi, fondato nel 1784 a Parigi da Valentin Hauy. A 16 anni propose il sistema di scrittura puntiforme in rilievo, da leggersi col tatto, che da lui prese il nome.

Un alfabeto di punti

La scrittura braille si basa essenzialmente su un particolare codice alfabetico che comporta da 1 a 6 punti appositamente posizionati in un ideale rettangolo di 3 punti di altezza e 2 di lunghezza, all’interno di uno spazio corrispondente a quello del polpastrello del dito indice.

La superiorità di questa nuova forma sulla rappresentazione in rilievo delle normali lettere dell’alfabeto, utilizzata sino a quel momento, ha contribuito alla sua divulgazione in tutto il mondo e in tutte le lingue. In seguito sono state approntate macchine per scrivere e da stampa che si avvalgono dello stesso metodo e degli stessi criteri.