Con i pazienti affetti da diabete non bastano medicine e prescrizioni. Occorre motivarli a cambiare vita, stimolare consapevolezza e autostima, sconfiggere la paura del fallimento

Per molto tempo i medici hanno curato i pazienti, anche quelli con diabete, con un approccio “direttivo”. Ovvero somministrando una terapia farmacologica e fornendo informazioni, consigli e istruzioni generali sui cambiamenti considerati necessari per migliorare lo stile di vita e, di conseguenza, la salute.

Questo approccio paternalistico può funzionare per alcuni pazienti e per alcune patologie cosiddette “acute”. Mentre per altri pazienti e per le patologie “croniche” potrebbe insospettabilmente aumentarne le resistenze.

Il diabete cambia la vita

Il diabete, come tutte le malattie croniche, è un cambiamento permanente che implica una modifica di vita del malato. Infatti, egli deve modificare il proprio stile di vita eliminando fattori e abitudini che sono poco compatibili con la condizione patologica.

Deve seguire terapie e follow-up cronici per tenere sotto controllo la propria salute in modo da prevenire peggioramenti. Chi ha il diabete deve, da un lato, rinunciare all’aspettativa di una guarigione con ripercussioni emotive intuibili. Dall’altro deve avere a disposizione strumenti per gestire la sua vita con la malattia.

Motivare i pazienti

Per questo, per raggiungere un cambiamento duraturo nel tempo, i risultati più efficaci si ottengono dalla motivazione personale del paziente più che da una imposizione del medico. Modificare i propri atteggiamenti è più facile quando il paziente può contare sui propri stimoli, legati ai bisogni, interessi ed emozioni di ciascuno.

Il cambio di comportamento è un processo graduale, da raggiungere a tappe attraverso le quali il paziente pian piano migliora se impara a gestire vita e malattia.

Consapevolezza e autostima

Accrescere la consapevolezza del problema e fornire informazioni pertinenti può aumentare la disponibilità del soggetto al cambiamento. Infatti i comportamenti che riguardano lo stato di salute sono determinati dalla coscienza, da parte del paziente, di qual è la posta in gioco. E di quanto ciò sia fondamentale per la propria vita.

Per far sì che il cambiamento possa verificarsi, il paziente deve dimostrarsi che il proprio comportamento determina risultati e benefici.

La paura di fallire può essere un’importante barriera per il cambiamento. Di conseguenza, i sanitari hanno un importante ruolo nell’accrescere l’autostima dei pazienti.

Ciò comprende non solo una reazione costruttiva e rassicurante, ma deve anche fornire loro le risorse, gli strumenti, le capacita e le abilita necessarie per ottenere successo, il cosiddetto “empowerment”.

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