Uno studio dell’OMS ha classificato gli insaccati e la carne tra i come alimento potenzialmente cancerogeno. Facciamo il punto sui rischi per la salute

In questi ultimi giorni ha creato sconcerto la notizia secondo la quale la carne – e in particolare la carne rossa – favorisce lo sviluppo di metastasi o addirittura ne sarebbe la causa. La carne rossa allora è un alimento cancerogeno?

La carne rossa è un alimento cancerogeno?

L’allarme è partito negli USA dove il consumo di carne è molto elevato rispetto quello italiano o di altri paesi del mondo.

I rischi per la salute

«Gli italiani consumano carni e salumi molto al di sotto della soglia rischio per la salute», hanno subito puntualizzato Assica e Assocarni commentando i risultati dello studio dell’International Agency For Research on Carcer (Iarc) che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Lo studio in questione, pubblicato da “Cancer and Oncology Research”, inserisce, infatti, le carni rosse lavorate, come ad esempio i wurstel e gli insaccati, fra i cancerogeni appartenenti al gruppo 1 alla stregua del fumo e del benzene.

Lo stesso studio definisce, invece, le carni rosse non lavorate come “possibilmente” appartenenti al gruppo 2A. L’invito, quindi, è a limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate.

Cosa fare, in pratica

Le carni rosse comprendono quelle suine, ovine e bovine, compreso il vitello. Per chi ne fa consumo la raccomandazione è di non superare i 500 grammi alla settimana.

È importante notare la differenza fra il termine di “limitare” (per le carni rosse) e di “evitare”. Questo vale per le carni conservate, comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel. Per queste non si può dire che vi sia un limite al di sotto del quale probabilmente non vi sia rischio.

Quali sono i rischi

Il consumo di carni rosse, e soprattutto quello di carni conservate, è associato al tumore dell’intestino, ma probabilmente anche ai tumori dello stomaco, e sospettato per i tumori di esofago, pancreas, polmone e prostata.

La nostra dieta tradizionale, quella mediterranea, si conferma così, nuovamente sana perché non fa uso o meglio non fa abuso di carni conservate o insaccate. Comunque attenzione!

Attenti alle parti bruciate e alle quantità

Mario Airoldi, medico oncologo, ribadisce che specialmente la carne alla brace, bruciacchiata nei bordi, è cancerogena. Ma anche di questa sono importanti le quantità che ne vengono consumate.

In qualsiasi cibo la quantità e la frequenza di assunzione è determinante.

Ma non solo, anche la qualità. Gesualdo, giovane macellaio del centro storico di Pinerolo, riferisce che già pochi giorni dopo la diffusione della notizia, ha registrato un calo delle vendite.

«Io compro solo carni piemontesi con marchio registrato – spiega. – Lo stesso consumatore dovrebbe accorgersi che se la carne confezionata dura anche mesi e quella fresca, con solo carne e nient’altro, dura due tre giorni al massimo qualche differenza c’è… e non sono magie!».

CRISTINA MENGHINI