Le tecniche tradizionali di intervento per la correzione dell’alluce valgo richiedono una lunga fisioterapia post intervento. La chirurgia mini invasiva risolve questi problemi… senza dolore!

La chirurgia del piede ha da sempre attratto l’interesse di pochi chirurghi che vi si sono applicati. Pochi, nonostante l’alta richiesta da parte dei pazienti, soprattutto per la correzione dell’alluce valgo. Ad aumentare il tasso di intervento sul piede è stata l’introduzione delle tecniche percutanee.

Queste, mediante l’uso di minifrese a diversa geometria, hanno permesso di effettuare le correzioni sull’osso per l’alluce valgo e per le altre anomalie dell’avampiede, senza ricorrere ad incisioni cutanee, bensì a millimetrici accessi.

I vantaggi dell’intervento non invasivo

L’assenza di traumatismi a carico dei tessuti molli, migliora in maniera evidente il periodo post operatorio, e l’assenza di mezzi metallici di stabilizzazione, interni o esterni, rende tale procedura praticamente priva di dolore.

L’uso di una calzatura congrua permette al paziente di deambulare agevolmente da subito e svolgere le proprie attività senza stravolgere il proprio stile di vita. A distanza di 8 settimane dall’intervento la guarigione è completata.

La testimonianza di A.G., 54 anni

«Da anni soffrivo di alluce valgo, con peggioramento della situazione di anno in anno, difficoltà nel trovare le calzature a causa della deformità evidente dell’alluce. Ho parlato con tante amiche che si sottoponevano via via all’intervento con le tecniche tradizionali

. Ma le difficoltà e i dolori presenti nel periodo post operatorio e oltre, mi hanno sempre scoraggiato dal sottoporrai all’intervento. Fino ad un anno fa, quando sono venuta a conoscenza della tecnica in uso presso la clinica Mangioni, in Lecco, dal Dottor Langerame, che mi ha convinto all’intervento.

È andato tutto molto bene, senza i dolori tanto temuti! Ho camminato da subito bene, e finalmente con mia grande soddisfazione sono guarita. A distanza di tre mesi sono stata in grado di tornare ad indossare scarpe con il tacco».

L’esperienza di R.G., 35 anni

«Sono stata da sempre a conoscenza del problema dell’alluce valgo, in quanto mia nonna e mia madre ne soffrivano, ma senza risolverlo per paura di soffrire. Quando la deformità ha cominciato a svilupparsi a carico dei miei piedi, per fortuna lentamente, me ne sono preoccupata.

Così due anni orsono mi sono informata presso vari specialisti. Ma tutti mi sconsigliavano di correggere la deformità in quanto non ancora grave. Ho continuato a cercare, fino a quando il Dottor Langerame, mi ha spiegato la tecnica da lui usata, senza mezzi metallici e con la correzione ossea.

Ormai sono passati due anni, e posso affermare che è stata davvero un’ottima esperienza».

M.I.